Aprile 2017

 Mi è sempre piaciuto essere svegliata dalla luce del mattino. Non oscuro mai le finestre.

Stamattina, però, lo splendore dell’aurora non è il consueto…sarà la primavera che affiora? O il mio desiderio di beltempo?

Contemplo il riquadro della finestra dove lentamente la luce trascolora e colgo un volo rapido. Dal piumaggio direi una tortora. Il suo richiamo monotono sul tetto mi conferma di aver visto giusto.

VISTO GIUSTO??? Solo allora davvero mi sveglio…come “visto giusto”?…senza occhiali??? Mi palpo il viso e…certo, senza occhiali.

Sorrido, per la lentezza con cui mi sto adattando a questa nuova condizione, dopo tanti anni di faticosa miopia, dopo il progredire di una sempre più bigia opacità.

Sbircio sul cuscino accanto a me il volto stropicciato dal sonno del mio amato. Dorme ancora, corrucciato. Lui preferirebbe il buio, fino al risveglio.

Osservo i lineamenti, i segni sul viso, l’ombra della barba che nottetempo è ricresciuta. Noto particolari che mi fanno apparire quel viso inedito. Novità? Sì, novità!

Il vedere meglio rende nuovo anche lo sguardo, che ora pennella di tenerezza e apprezza queste note di trasformazione.

Anche sul mio viso ho scoperto più nette le impronte della anziana età. Ne sono quasi compiaciuta, perché proprio non ne sento il peso!

Vivo con stupore questa rinnovata sensazione di entusiasmo e di forza, che mi ricorda lo sconsiderato dispendio di energie dei quindici anni. Come se assieme al velo dagli occhi mi fosse stato tolto uno strato di polvere dal cuore.

Sono molto grata.

Contenta di aver accettato, fidandomi, la proposta dell’intervento.

Cosa passata da molti per banale, delicatissima invece per me.

I miei occhi nelle mani di un altro. Un collega. Ancor più: un amico. Sono davvero grata.

L’impressione è di un secondo tempo di partita, in cui c’è ancora molto da mettere in gioco.

Scendo svelta dal letto incontro alla nuova giornata. Infilo al volo le ciabatte, senza cercare occhiali…che bello!

Grazie per tutto, carissimo!

Clara