Nella parte anteriore dell’occhio, dietro all’iride, c’è una lente naturale chiamata cristallino.
In una persona giovane e sana il cristallino è trasparente ed elastico. La sua trasparenza permette ai raggi luminosi di attraversare l’occhio e formare le immagini sulla retina. La sua elasticità consente al cristallino di cambiare forma in modo da agire come una lente multifocale, rendendo nitide le immagini a distanze diverse. Con gli anni il cristallino perde la propria elasticità causando la presbiopia, visione sfuocata per vicino correggibile con l’uso di lenti. Quando il cristallino perde trasparenza e diviene opaco viene chiamato cataratta. La cataratta ostacola il passaggio dei raggi luminosi e la visione, con l’aumento delle opacità, progressivamente si riduce. Non è possibile correggere la cataratta con gli occhiali e anche le terapie non ne modificano l’evoluzione. L’unico trattamento possibile è l’intervento chirurgico che sostituisce la cataratta con un cristallino artificiale trasparente.

L’intervento di cataratta, che da trenta anni si esegue frammentando il cristallino con ultrasuoni ed incisioni manuali, è l’intervento chirurgico più eseguito in Italia e nel mondo e consente un recupero visivo rapido e completo in occhi privi di altre patologie. Recentemente è possibile con il laser a femtosecondi eseguire la prima parte dell’intervento fuori dalla sala operatoria. Il laser può eseguire con la precisione del micron azioni solitamente manuali come le incisioni, l’apertura del sacco che avvolge la cataratta (capsuloressi circolare continua) e la frammentazione della cataratta. I frammenti della cataratta vengono poi aspirati in sala operatoria e sostituiti da un cristallino artificiale. Tutto l’intervento, con entrambe le tecniche, si svolge con anestesia con collirio (topica) e con rientro a casa in tempi brevi. Il laser a femtosecondi utilizza una luce infrarossa con impulsi della grandezza di pochi micron e di brevissima durata che può essere focalizzata a diverse profondità nell’occhio per tagliare i tessuti nel punto desiderato. Il fascio di luce laser per la sua elevatissima velocità produce bassa energia non arrecando danni all’interno dell’occhio. Questa nuova tecnica di chirurgia della cataratta può essere definita robotizzata perché è il laser, guidato da un computer, a realizzare le fasi più delicate dell’intervento in modo automatizzato. Il chirurgo gestisce e visualizza tutta la procedura in tempo reale su un monitor nel quale si proietta una immagine della sezione dell’occhio da trattare. Il femtolaser può essere utilizzato quindi per migliorare la sicurezza e la precisione dell’intervento di cataratta, standardizzando alcuni passaggi delicati della chirurgia che da esclusivamente manuale diventa robotizzata. I vantaggi che derivano da questo tipo di intervento chirurgico con l’uso del fascio laser sono notevoli: i tagli effettuati sulla cornea per poter poi rimuovere il cristallino sono molto precisi e di piccole dimensioni e permettono di ridurre l’insorgenza di un astigmatismo corneale postoperatorio, garantendo anche rapidi tempi di recupero visivo e di qualità della visione. Può essere inoltre effettuata dal raggio laser la correzione di un astigmatismo già esistente, creando dei tagli corneali di lunghezza e profondità desiderata, a seconda dell’astigmatismo del paziente. Il taglio della porzione anteriore della capsula del cristallino (capsuloressi) con questa metodica risulta essere estremamente centrato e simmetrico, garantendo al paziente un ottimo recupero visivo nel momento in cui verrà impiantato il cristallino artificiale (IOL).

La corretta posizione della IOL, soprattutto se centrata nel sacco capsulare all’interno del quale viene inserita, riduce le aberrazioni (piccole imperfezioni del sistema ottico) garantendo una buona visione soprattutto per l’impianto di lenti intraoculari particolari (quali IOL accomodative, multifocali e toriche) che consentono una visione del paziente a tutte le distanze correggendo anche l’astigmatismo. Il taglio all’interno del cristallino, effettuato alla profondità desiderata, consente di dividere la lente in più parti riducendo l’uso degli ultrasuoni utilizzati nella tecnica convenzionale, evitando così un possibile riscaldamento dei tessuti oculari. Questa caratteristica del femtolaser potrebbe nel tempo rivelarsi utile nel ridurre l’incidenza di alcune complicanze della chirurgia della cataratta tradizionale. Ad oggi è tuttavia ancora necessario avvalersi degli ultrasuoni per completare la frammentazione del cristallino, in modo particolare nelle cataratte più dure. L’uso del femtolaser nella chirurgia della cataratta ha l’obiettivo di rendere più sicuri, precisi, ripetibili e riproducibili alcuni passaggi chirurgici realizzando le fasi più delicate dell’intervento in modo automatizzato.

Alcuni dei nostri interventi Chirurgici:

  • interventi di chirurgia congiuntivale e palpebrale
  • intervento di cataratta con impianto di lente intraoculare anche multifocale e torica per astigmatismo
  • interventi per glaucoma
  • interventi di chirurgia refrattiva per correzione dei difetti visivi

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