maculopatia secca, maculopatia umida

Dott. Marzio Vanzini
Specialista in Oftalmologia Bologna– Articolo pubblicato sulla rivista Mia Farmacia

La diagnosi

La degenerazione maculare legata all’età (AMD acronimo inglese di Age-related Ma­cular Degeneration), è attualmente consi­derata la prima causa di cecità nei Paesi di maggior benessere. In Italia si calcola che siano affette da AMD circa un milione di per­sone, non tutte diagnosticate. Nella fase ini­ziale della degenerazione maculare i pazienti non lamentano sintomi, godono ancora di una buona vista e solo l’oculista è in grado di rilevare, con l’esame del fondo dell’occhio, le lesioni maculari (piccoli depositi di colore giallastro chiamate drusen), che ne alterano, progressivamente, il funzionamento.

In casi dubbi si possono eseguire alcuni esami come il test del reticolo di Amsler, la tomografia ottica a coerenza (OCT) e l’angiografia con fluorescina o con verde di indo- cianina. Tali indagini consentono allo specia­lista di fare la diagnosi e di essere una guida preziosa a un eventuale trattamento.

Il reticolo di Amsler è una griglia che si guar­da, un occhio per volta, fissando il puntino centrale e osservando se appare la visione di linee ondulate, di macchie o l’interruzione di qualche linea.

L’angiografia con fluorescina e/o al verde di indocianina è un esame che riproduce immagini dettagliate e molto ingrandite dei capillari della retina nel momento in cui sono attraversati dal colorante, che viene iniettato per via endovenosa nel braccio del paziente. L’OCT è un esame ottico, non invasivo, che consente di visualizzare i singoli strati della retina con la precisione di micron.

I primi segnali della malattia

Nella degenerazione maculare correlata all’età si distinguono una forma “secca” e una forma “umida”.

  • La maculopatia secca, riguarda circa il 90% dei casi ed è caratterizzata da un accumulo di dru­sen e da un assottigliamento progressivo della retina centrale che risulta scarsamente nutrita dai capillari e, di conseguenza, si atrofizza de­terminando la formazione di una cicatrice.
  • La maculopatia umida, meno frequente, ma più invalidante e a più rapida evoluzione, è do­vuta alla formazione di piccoli vasi sanguigni anomali, detti neovasi, al di sotto della macula. Questi vasi, dalle pareti molto fragili, possono facilmente lasciar trasudare liquido o possono rompersi causando emorragie nella retina. I ripetuti episodi emorragici e di riparazione tissutale sono responsabili della formazione di una cicatrice centrale, più o meno estesa, con perdita della visione centrale.

I sintomi iniziali della degenerazione macula­re si manifestano con la percezione alterata e distorta delle immagini, le linee possono ap­parire ondulate e a volte si vedono macchie opache al centro del campo visivo. La perdita della visione centrale può essere rapida o lenta e progressiva secondo il tipo di malattia, ma spesso i sintomi sono mascherati dal fatto che la degenerazione maculare è in un solo occhio.

Le cause

Con il progredire della malattia la perdita del­la visione centrale diviene completa, per cui non è possibile vedere nel punto in cui si fis­sa lo sguardo, ma anche nei casi più gravi la visione paracentrale e laterale è conservata. La degenerazione maculare può a volte essere rallentata nella sua evoluzione, se riconosciuta nelle fasi precoci e pertanto è importante una visita periodica di control­lo, soprattutto dopo i 50 anni.

La degenera­zione maculare più frequente è dovuta all’in­vecchiamento della retina, rara prima dei 55 anni, ma in aumento soprattutto dopo i 65 anni. Sebbene le cause della malattia non siano ancora del tutto conosciute, alcuni fat­tori di rischio sono stati identificati: l’età, il fumo, l’obesità, la vita sedentaria, una pre­disposizione ereditaria, l’esposizione prolun­gata alla luce solare e una ridotta assunzione di fattori antiossidanti con l’alimentazione. È inoltre indicato il controllo della glicemia, del colesterolo e della pressione del sangue. In altri casi può derivare da traumi, infezioni, infiammazioni e miopia elevata. Per contra­starne la progressione è importante la corre­zione dei fattori predisponenti.

La terapia da seguire

A seconda che si tratti di una forma secca o umida, la terapia è differente. Le forme di degenerazione maculare sec­ca sono considerate generalmente incura­bili; tuttavia è possibile, in parte, prevenirle o rallentarne la progressione.

Uno studio (chiamato AREDS) ha dimostrato la riduzione del 25%, dopo sei anni, della pro­gressione della malattia con l’assunzione di in­tegratori alimentari.

Tra questi i principali sono:

  • le vitamine antiossidanti A ed E;
  • alcuni minerali (come lo zinco, il rame e il selenio);
  • i pigmenti maculari (luteina, zeaxantina e l’astaxantina).

Anche alcuni acidi grassi omega 3 e 6 pos­sono essere correlati con la degenerazione maculare e la loro integrazione può essere utile, ma solo se carenti e nella giusta dose. È possibile misurare questi acidi grassi nella membrana cellulare dei globuli rossi, simile a quella di ogni altra cellula umana, ottenendo preziose informazioni sulla loro salute.

Nella degenerazione maculare correlata all’età di tipo umido sono indicate le iniezio­ni intraoculari di farmaci anti-VEGF (Vascu­lar Endotelial Growth Factor’) che agiscono inibendo la proliferazione di nuovi vasi san­guigni della retina (antiangiogenici), causa di membrane sottoretiniche ed emorragie. La loro somministrazione, effettuata in ane­stesia topica e nell’ambiente sterile di una sala operatoria, può ottenere un forte ral­lentamento dell’evoluzione della malattia. Tuttavia, perché il trattamento possa essere efficace, va ripetuto per alcuni mesi. In en­trambe le forme di AMD, l’agopuntura può essere utile per migliorare la circolazione del­le piccole arterie dell’occhio, importanti per il nutrimento, soprattutto, delle strutture più delicate, come il nervo ottico e la retina.

Testo raccolto da Chiara Solitario

test del reticolo di Amsler

L’importanza della prevenzione

Una corretta alimentazione può aiutare a rallentare e in certi casi prevenire lo svi­luppo dell’AMD (Age-related Ma­cular Degeneration). Gli agenti antiossidanti naturali, alcune vitamine e i carotenoidi presenti nei vegetali a foglia verde (spina­ci, broccoli, cavoli, lattughe, ecc.), svolgo­no azione protettiva per l’occhio, in par­ticolare proprio per la macula, ove sono normalmente presenti in abbondanza. An­che l’esercizio fisico moderato, importan­te ad ogni età, è utile per la prevenzione. Numerosi studi hanno dimostrato, infatti, che chi lo pratica regolarmente ha meno probabilità di contrarre la degenerazione maculare legata all’età e, se questo avvie­ne, la sua evoluzione è di solito più lenta. Infine, bisogna ricordare che i raggi ultra­violetti possono contribuire a danneggiare la macula. L’energia luminosa, soprattutto quella ultravioletta e blu, può infatti ve­nire assorbita da molecole sensibili che reagendo con particolari substrati o con ossigeno molecolare, provocano la sintesi di radicali liberi, causa di un danno ossida­tivo a livello delle membrane e dei sistemi enzimatici cellulari.

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degenerazione maculare , oculista Dr Marzio Vanzini
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