Dott.ssa Maria Grazia Magliarella
Laureata in Ortottica e Assistente in Oftalmologia – Bologna– Articolo pubblicato sulla rivista Elisir di Salute
Lo strabismo è un problema visivo che può essere risolto
Un difetto dello sguardo
Per strabismo s’intende una particolare anomalia dell’allineamento degli occhi che può essere descritto nel mancato orientamento di entrambi sull’oggetto che si desidera fissare. Come individuare lo strabismo latente? La regolazione dei movimenti oculari è un fenomeno assai complesso: ciascun occhio deve compiere un movimento sincrono e di uguale entità con l’occhio controlaterale. La soppressione è possibile solo nei bambini piccoli per la plasticità del sistema visivo, uno strabismo acquisito da adulti causa diplopia.”Quando gli occhi si muovono in modo simmetrico la visione è completa ed è definita visione binoculare singola, altrimenti si determina la visione doppia detta diplopia. La visione binoculare singola è mantenuta dalla perfetta coordinazione dei vari muscoli oculari estrinseci, mediante aggiustamenti della posizione degli occhi. Quando s’instaura uno strabismo il soggetto ha diplopia (sdoppiamento dell’immagine visiva) e confusione. La “confusione visiva” in pratica è dovuta al fatto che sul punto di fissazione dell’occhio deviato arriva un’immagine diversa da quella che arriva sul punto di fissazione dell’occhio fissante. In altre parole un occhio guarda in una direzione e uno in un’altra.
La soppressione
Sia la diplopia che la confusione sono sintomi spiacevoli, il soggetto strabico ha la capacità di eliminarli mediante la soppressione, un fenomeno d’inibizione attiva che si verifica a livello corticale neutralizzando le zone di campo visivo dell’occhio deviato. Oltre alla soppressione esiste un altro meccanismo d’azione antidiplopica definito come “corrispondenza retinica anomala”.
I movimenti oculari sono determinati da sei muscoli per ciascun occhio, il movimento corretto di tutti questi muscoli permette all’ occhio di dirigere lo sguardo in tutte le posizioni spaziali; l’ipofunzionalità o l’iperfunzionalità di uno o più muscoli determinano un mancato coordinamento con gli altri muscoli oculari creando lo strabismo.
Nello strabismo non è compromesso solo l’aspetto estetico, ma in pratica uno strabico è un cosiddetto “monocolo funzionale”, in altre parole una persona che guarda con un occhio solo, con un campo visivo molto più ristretto di quello binoculare pertanto non riesce a percepire il senso della profondità.
Una causa frequentissima dello strabismo è l’ipermetropia non corretta che impone al bambino un continuo sforzo accomodativo.

Esistono vari tipi di strabismo
Gli strabismi possono avere diversa origine ed entità, creando così un quadro patologico molto complesso. Possiamo distinguere gli strabismi presenti alla nascita da quelli che sopraggiungono durante i primi anni di vita.
La presenza di un occhio o di entrambi che non appaiono in asse alla nascita, determina lo strabismo congenito, dovuto cioè ad anomalie strutturali dei muscoli oculari e che può essere corretto solo chirurgicamente. Oltre alla forma congenita esistono forme acquisite di strabismo che compaiono nei primi anni di vita. Nell’infanzia alcuni bambini tendono a deviare l’occhio verso l’interno, strabismo convergente o verso l’esterno, strabismo divergente, creando quelle forme di strabismo definite intermittenti.
Infine, una causa frequentissima è ipermetropia non corretta, questo difetto visivo impone al bambino un continuo sforzo accomodativo che, ripercuotendosi sulla convergenza, crea un disallineamento degli assi visivi con conseguente deviazione verso l’interno.

Le tecniche ortottiche sono utilizzate nella diagnosi di alcune forme di strabismo latente indotte da occhiali troppo forti
Che cos’è l’Ortottica
La scienza che studia la motilità degli occhi, è l’Ortottica; la figura dell’Ortottista deve sempre affiancare quella dell’Oculista nella visita e nella prescrizione degli occhiali nei bambini. Appositi test, eseguiti dall’ortottista, servono ad evidenziare forme di strabismo latente (in pratica intermittenti) che l’osservazione del genitore non può rilevare e valutano la capacità di collaborare nella visione di ciascun occhio evidenziando deficit di un occhio rispetto al controlaterale. Le tecniche ortottiche sono inoltre utilizzate al fine della diagnosi di alcune forme di strabismo latente “indotte da occhiali” troppo forti rispetto alla capacità che ha il bambino di tollerarli. La presenza di uno strabismo nei primi anni di vita può compromettere in modo definitivo lo sviluppo della visione creando quadri di “ambliopia” più o meno profonda con deficit visivo importante.
La presenza di una microtropia, vale a dire di un microstrabismo, può essere accertata solo dall’ortottista che può, con particolari lenti prismatiche, misurare l’angolo di deviazione rispetto al normale.
Attraverso poi la prescrizione di particolari lenti o esercizi ortottici è opportuno attuare la rieducazione del muscolo che risulta deficitario.
La visione binoculare completa permette al bambino di orientarsi bene nello spazio di veder esattamente le distanze tra gli oggetti e permette quindi il corretto sviluppo psicofisico. Lo strabismo non deve essere considerato un difetto estetico, ma un reale difetto della visione. •






