Dott. Marzio Vanzini
Specialista in Oftalmologia – Bologna, Articolo pubblicato sulla rivista Elisir di Salute
La presbiopia, più che un difetto visivo, è una manifestazione naturale, una delle condizioni più precoci e appariscenti dell’invecchiamento e in questo senso interessa, prima o poi, tutti.
Comincia a manifestarsi in genere dopo i 45 anni e si evidenzia quando, con il passare del tempo, si deve allontanare sempre di più l’oggetto per poterlo vedere bene. E’ molto disturbante perché toglie l’autonomia visiva e a tutte le età, anche nei meno giovani, le esigenze visive sono aumentate ed è sempre maggiore la necessità o il desiderio di leggere, usare il computer o eseguire lavori di precisione che richiedono una perfetta capacità visiva per vicino.

Come inizia la presbiopia
La presbiopia è data dalla progressiva perdita di elasticità del sistema visivo dell’occhio che non riesce più a vedere bene a distanze diverse.
Gli oggetti posti a una distanza ravvicinata dall’occhio inviano raggi luminosi non paralleli, ma divergenti, per cui per essere a fuoco sulla retina, ed essere visti nitidamente, deve intervenire un meccanismo di “messa a fuoco” dell’occhio che ne aumenti il suo potere rifrattivo, cioè convergente.
Questo meccanismo di messa a fuoco degli oggetti per vicino si chiama “accomodazione” ed è ottenuto grazie all’aumento di curvatura del cristallino, una lente naturale situata dietro l’iride, prodotto dalla contrazione di un muscolo interno dell’occhio, il muscolo ciliare, unito al cristallino da una serie di fibre disposte lungo la sua circonferenza.
Il cristallino è di forma biconvessa e ha la capacità di modificare continuamente forma variando la sua curvatura in modo da aumentare o diminuire il suo potere di convergenza per focalizzare i raggi luminosi. Quando l’occhio guarda un oggetto lontano si appiattisce e diminuisce la sua curvatura, man mano che gli oggetti osservati si avvicinano aumenta la sua curvatura e diventa più convesso e convergente.
Con l’invecchiamento il cristallino perde elasticità, diventa più rigido e la contrazione muscolare del corpo ciliare più debole in modo che, perduto il potere di accomodazione, il sistema ottico dell’occhio diventa progressivamente a fuoco fisso limitando la capacità di cambiare la messa a fuoco tra oggetti vicini e lontani.
La visita dal Medico Oculista
Con i primi segni di difficoltà alla visione nitida da vicino è bene fare una accurata visita oculistica per individuare l’eventuale presenza di patologie oculari o di difetti visivi e provvedere al loro corretto trattamento.
Anche una visita ortottica può essere utile per escludere deficit di convergenza dei bulbi oculari o difficoltà al coordinamento dei muscoli oculomotori come exoforie (strabismi divergenti latenti) che rendono più difficile la visione di oggetti vicini.
La correzione ottica della presbiopia
In caso di presbiopia il rimedio più semplice, pratico ed efficace è l’uso degli occhiali. Esistono occhiali a mezza lunetta che si adoperano solo per vedere da vicino e non interferiscono con la visione da lontano e occhiali progressivi che consentono, in una sola lente, di avere una corretta visione per ogni distanza.
Gli ottimi materiali ottici moderni consentono un rapido adattamento agli occhiali che però, per motivi vari (estetici, limitazioni sportive, dipendenza da una protesi e altri ancora) non sono graditi da tutti. Alternative agli occhiali sono le lenti a contatto multifocali, poco usate per la scarsa qualità visiva offerta, la cosiddetta “monovisione” (correzione di un occhio per lontano e l’altro per vicino) e gli interventi chirurgici.

RISCHIA MENO CHI E’ MIOPE
I difetti visivi, che comportano una riduzione visiva per lontano, hanno effetti anche sulla presbiopia.
Se si è miopi la presbiopia sembra manifestarsi tardi, o per nulla, perché l’occhio miope è comunque adattato per la visione ravvicinata e si può leggere bene da vicino a tutte le età.
In caso di ipermetropia, invece, la presbiopia si somma a questo difetto e il calo della vista da vicino è più precoce.
L’astigmatismo, che provoca una visione sdoppiata e sfuocata a tutte le distanze, si unisce alla presbiopia, peggiorando la qualità della visione.
Indubbiamente, se non vengono usate lenti correttive, la difficoltà di lettura è il principale sintomo della presbiopia, ma spesso sono associati disturbi come l’affaticamento visivo, lo sdoppiamento delle lettere, lievi bruciori, arrossamento degli occhi e talvolta anche cefalea.

Quando ricorrere alla chirurgia
“Gli interventi intraoculari consistono essenzialmente nell’eseguire la sostituzione del cristallino naturale con una lente multifocale, intervento identico a quello eseguito per la cataratta.
Tali lenti multifocali consentono una buona visione sia da lontano, sia da vicino, ma oltre all’invasività della tecnica chirurgica, non sono indicate in caso di patologie retiniche maculari o corneali e possono comportare, in certe condizioni, una moderata riduzione della sensibilità al contrasto (capacità di differenziare gli oggetti) con possibile difficoltà di guida notturna, la visione di aloni e qualche difficoltà di visione al computer.
Tali problemi, quando presenti, si riducono nel tempo e nella maggioranza dei casi scompaiono nel giro di qualche mese.”

