Correzione miopia, correzione astigmatismo, operazione laser agli occhi, Bologna Dr Marzio Vanzini

Difficile esprimere a parole cosa si provi a rinascere una seconda volta. Continuare la stessa vita, compiere gli stessi gesti, eppure vedere le cose con occhi diversi. Ebbene sì, nel novembre 2002 ho deciso di trattare chirurgicamente i miei difetti visivi con il laser ad eccimeri e da quel momento niente è più stato lo stesso. Fin dall’infanzia non ho mai accettato di non vedere bene, come gli altri bambini.
Miopia ed astigmatismo mi hanno costretta a soli 6 anni ad indossare il mio primo paio di occhiali. Agli inizi degli anni ’60, ancora non creavano tendenza, e così mi sono sentita discriminata nella mia classe fin dal primo giorno di scuola. Mentre gli altri bimbi avevamo un nome, io ero semplicemente “quella con gli occhiali”.

Da quel momento ho cominciato a realizzare che il mio più grande sogno era proprio quello di poter vedere, come una persona “normale”. Così, infatti, consideravo quelli che aprivano gli occhi al mattino e riuscivano a vedere tutt’intorno senza dover cercare un aiuto sul comodino.

Questo mio difetto stava diventando un vero e proprio complesso di inferiorità che si esprimeva con un’introversione forzata, solo per evitare di dover guardare negli occhi il mio interlocutore durante una conversazione. E così davo l’impressione di essere una bimba un po’ impacciata, taciturna e anche un po’ triste. Non ho mai fatto nessuna attività sportiva perché mi sentivo goffa e poi …. avevo gli occhiali.
La prima trasformazione l’ho vissuta a 15 anni quando finalmente sono state introdotte sul mercato le lenti a contatto ad un costo abbordabile. Non ho mai provato alcun fastidio, fin dalla prima applicazione. Non è un fatto normale.
Evidentemente la voglia di togliermi di dosso quegli odiosi vetri, quasi mi anestetizzava la cornea e nemmeno i primi tipi di lenti “rigide” sono mai riuscite a
darmi noia. Le ho usate per 30 anni, ogni giorno, con gli stessi gesti metodici, la stessa attenzione e lo stesso sollievo di essermi liberata di quel paravento in vetro. Nel frattempo la medicina ha fatto passi da gigante, in varie specializzazioni, compresa l’oculistica. Si è cominciato a parlare di curare la miopia con la cheratotomia radiale di Fyodorov, il medico russo, poi con il laser..
Pian piano ho cominciato a crederci: il mio sogno di bambina forse l’avrei potuto realizzare davvero. Sempre attentissima agli sviluppi delle varie tecniche, consultavo periodicamente il mio specialista per capire se fosse già il momento per affidarsi a queste metodiche senza rischiare troppo. Il mio medico, molto professionale e cauto, frenava la mia intraprendenza perché non riteneva che le tecniche fossero collaudate al punto di poter garantire buoni risultati duraturi.
In effetti non vi era ancora un campione statistico sufficiente di operati. E poi si riusciva ad operare la miopia, non l’astigmatismo, quindi avrei dovuto comunque continuare l’uso degli occhiali.
Così ho pazientato per alcuni anni, finché si sono messi a punto laser e tecniche in grado di curare entrambi i miei difetti visivi.
Nel frattempo, dopo 30 anni di uso di lenti a contatto, gli occhi cominciavano a risentirne: congiuntiviti, infezioni, irritazioni della cornea, ecc. Così, non volendo arrendermi di nuovo agli occhiali, ho ripreso in considerazione l’intervento con il laser e ne ho parlato con il mio oculista di fiducia. Sì, a quel punto si poteva fare.

Sono stata informata in modo dettagliato del tipo di intervento, delle fasi preparatorie
e postoperatorie e soprattutto dei rischi. Poche settimane dopo ero in clinica.
L’emozione era tanta perché nonostante il mio desiderio viscerale, comunque si pensa sempre ai possibili rischi o complicanze. Ricordo che sono bastati una quarantina di secondi di trattamento con il laser per ciascun occhio per rinascere un’altra volta.
Terminato l’intervento velocissimo mi sono alzata in piedi incredula, emozionata, dimenticando gli occhiali in sala operatoria.
Non riesco a descrivere ciò che provato in quel momento. Impossibile trattenere l’emozione ed ho pianto di gioia per la mia conquista. Il mio sogno di bambina era
stato coronato.
Tornando a casa l’eccitazione aumentava di mano in mano che mi rendevo conto di riuscire a leggere le targhe delle auto, le indicazioni stradali, le insegne dei
negozi….Stava capitando proprio a me. E pensare che mi ero appena operata ed il recupero totale sarebbe dovuto avvenire dopo alcuni giorni.
A me sembrava già un miracolo.
Per le prime settimane la novità: svegliarsi al mattino, leggere, guardare lontano fuori dalla finestra, leggere i cartelli stradali, le targhe delle auto….
Alla scadenza della patente, non posso dimenticare il momento in cui mi hanno tolto l’obbligo di lenti. Una conquista.
Dopo pochi mesi straordinariamente sono ritornata alla quotidianità: come se da sempre avessi avuto una vista da 10/10.

Non ricordo più come vedevo prima, le mie difficoltà, i miei occhiali o le mie lenti. Un passato cancellato. Come volessi rivendicare la mia “normalità”.
Non ho mai ripetuto i gesti metodici di cercare occhiali o lenti, semplicemente ho rimosso tutto.
Ho conservato per ricordo l’ultimo paio di lenti a contatto e devo dire che quando mi capita tra le mani, le osservo come se non mi appartenessero. Gli occhiali, invece, li ho subito donati per una raccolta a favore dei paesi in via di sviluppo.
Sono molto grata a chi mi ha dato questa seconda chance nella vita. Penso che il chirurgo non sappia fino in fondo quanto il suo gesto trasformi la vita del
paziente.
Avere questi nuovi occhi ha significato per me uscire completamente dal guscio e liberare la mia spontaneità che era solo assopita. Per le mie varie attività mi capita di parlare molto spesso in pubblico e devo dire, senza alcuna inibizione.
Quando qualcuno mi chiede un consiglio se sottoporsi o meno all’intervento rispondo così: innanzi tutto occorre un’ottima motivazione, non lo si deve affrontare per moda o in modo superficiale e poi occorre avere fiducia in un medico serio, con molta esperienza e che utilizzi una strumentazione all’avanguardia. E’ molto importante non affidarsi a chicchessia.
Serve essere documentati per affrontare in modo consapevole questa grande trasformazione e anche in questo conta la professionalità del medico. E’ molto importante che lo specialista si dimostri disponibile anche dopo l’intervento a rispondere a qualsiasi dubbio o sensazione.
Tutte doti e qualità che io riscontro nel mio medico, il dottor Marzio Vanzini, nei confronti del quale nutro fiducia e stima.
In questi 7 anni dopo l’intervento, non ho mai avuto problemi. Certo, gli anni passano e sono diventata un po’ presbite, come tutti. Ma non è un problema….

Sono fiduciosa nei progressi della medicina e chissà che un giorno anche i presbiti possano riscattarsi!

Monica T.

 

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